La macchina che ti guarda: Il sistema di riconoscimento facciale dello Stadio Olimpico!

La macchina che ti guarda: Il sistema di riconoscimento facciale dello Stadio Olimpico!
Olimpico

Lo storico Stadio Olimpico di Roma, nel corso del turbolento 2021, ha abbracciato una rivoluzione tecnologica che sta scuotendo il mondo del calcio italiano. Si tratta di Reco Finder, un sistema di riconoscimento facciale all’avanguardia che è stato introdotto segretamente. Un’inchiesta condotta da IrpiMedia ha rivelato documenti ufficiali in mano a Sport e Salute, l’ente che gestisce l’intero impianto sotto l’egida del ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Questa tecnologia sorprendente, paragonabile al sistema di sicurezza Sari utilizzato dalle forze dell’ordine, offre un “riconoscimento automatico dei volti in tempo reale confrontandoli con un database di individui segnalati per scopi di identificazione preventiva ai fini del Daspo, il divieto di partecipare a eventi sportivi”. Un video aziendale pubblicato online mostra che l’algoritmo di Reco Finder può analizzare il flusso video dal vivo e individuare immediatamente le persone ricercate, inviando segnali d’allarme alle autorità.

Nonostante sia esplicitamente menzionata la funzione di identificazione Daspo nel contratto tra Sport e Salute e Reco, sia la società del MEF che la questura di Roma sostengono che il sistema sia stato implementato solo per identificare tifosi violenti o responsabili di comportamenti antisportivi, come l’affissione di striscioni con messaggi di odio. È importante notare che il sistema di riconoscimento facciale era già presente allo Stadio Olimpico dal 2016, ma Reco Finder è stato installato solo nel 2021.

L’adozione di questa nuova tecnologia ha sollevato un vuoto legale significativo. IrpiMedia ha scoperto che non è stata presentata alcuna richiesta di valutazione per Reco Finder, nonostante Sport e Salute avesse ottenuto l’approvazione del Garante della privacy per il sistema precedente. Considerando le sanzioni amministrative del Daspo e il controllo biometrico in tempo reale fornito da Reco Finder, sia il cliente che l’utilizzatore avrebbero dovuto cercare l’autorizzazione dall’Autorità Garante dei Dati Personali. Inoltre, non sono stati fatti avvertimenti alle tifoserie sull’uso del sistema di riconoscimento facciale all’ingresso dello stadio. I tifosi stessi dichiarano di non essere stati informati sulla possibile installazione di tali dispositivi.

In un momento in cui la sorveglianza e la privacy sono argomenti di dibattito globale, l’introduzione di questo sistema di riconoscimento facciale allo Stadio Olimpico ha sollevato preoccupazioni tra gli appassionati di calcio e i sostenitori delle libertà civili. L’uso di tecnologie di sorveglianza avanzate nei luoghi pubblici pone importanti interrogativi sulla sicurezza dei dati personali e sul potenziale abuso di poteri da parte delle autorità.

L’assenza di trasparenza nel processo di adozione di Reco Finder e l’omissione nell’ottenere l’autorizzazione necessaria dall’Autorità Garante dei Dati Personali sollevano interrogativi sulla legittimità di questo sistema. L’opinione pubblica chiede risposte chiare e soluzioni per garantire che i diritti individuali vengano rispettati mentre si preserva la sicurezza negli stadi.

Ora spetta alle istituzioni competenti affrontare queste preoccupazioni e stabilire se l’uso del riconoscimento facciale allo Stadio Olimpico sia giustificato e legalmente accettabile. Sarà fondamentale trovare un equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti individuali in questo contesto così delicato.